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GIOVAGALLO
Giovagallo
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Alcuni villaggi che compongono Giovagallo sorsero probabilmente intorno all’anno Mille. Nel 1202, in quello che è conosciuto come il lodo di Truffa e Ubaldo, una delle paci tra i Malaspina ed i Vescovi-Conti di Luni, Giovagallo è rappresentato da "domini et populus", ciò significando che, accanto ai nobili e ai signori del luogo la borghesia aveva già conquistato i suoi diritti. Ma anteriore è l’antichissimo castello Giovagallo, orami ridotto a rudere e coperto dalla vegetazione, rammentato fin dal 1033. Dopo la divisione tra Estensi e Malaspina fatta al principio del secolo XIII, nel 1266 il castello toccò a Manfredi Malaspina, figlio di Corrado l’Antico dello Spino Secco di Mulazzo, diventando anche signore di Lusuolo e Madrignano. Nel 1282 gli successe il figlio Moroello, ricordato da Dante nella Commedia e sposo di Alagia Fieschi, nipote del Papa Adriano V. Il primogenito Manfredi II ne prese il posto, e quindi mel 1344 il di lui figlio Moroello III. La linea dei marchesi scomparve con la morte in giovane età di Giovanni figlio di Moroello III, a sua volta deceduto. Il feudo rientrò quindi in possesso dei marchesi di Mulazzo, e poi alla famiglia Corsini.
L' originaria chiesa di Giovagallo viene ricordata nelle decime bonifaciane del 1296-1299 come Cappella de Zovagallo et Sadulo (o Saltulo), cioé di Pietrasalta, della quale restano solo i ruderi, tra l'odierna Giovagallo e la Tavella.
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