GRONDOLA

Grondola
Grondola

Grondola si trova sulla strada provinciale per il Brattello, su un contrafforte del monte Molinatico, a 630 metri di quota. Il controllo di questo luogo e del suo castello causò nel Medioevo aspre lotte che portarono a successive distruzioni e ricostruzioni della fortificazione, oggi ridotta allo stato di un suggestivo rudere, con i resti della torre e porzioni della cortina muraria.
Territorio dei Malaspina fin dai tempi di Obizzo il Grande, che aiutò lo stesso Imperatore Federico I a valicare l’Appennino per questa via, il borgo è probabilmente contemporaneo al castello. Ricordato per la prima volta nel 1296, come dipendente dalla pieve di Vignola, cambiò spesso di mano, dai Malaspina, a Piacenza, a Pontremoli, a Parma. I continui cambiamenti riflettevano l’importanza di questo luogo, da dove si dominavano le vie del Brattello e del Borgallo, che perse la sua funzione con l’ascesa della più praticabile strada di Monte Bardone.
Poco lontano dai ruderi della torre, visibili dal piccolo piazzale della chiesa di San Nicomede, ristrutturata nel XVII secolo, si trova il borgo. Diviso in più nuclei: Colla, Casale, Costa e Chiesa, l’abitato si sviluppa lungo una via principale che da Piazza della Repubblica, dove si trova il bar, porta fino alla chiesa e poco oltre. Le strutture più antiche sono visibili negli architravi di pietra lavorata e nelle tre maestà dedicate alla Madonna, poste verso Bratto, il castello e Montemese, lungo le vie di passaggio frequentate da pellegrini e mercanti.

Per approfondire:
I borghi lungo la strada del Brattello
La torre di Grondola
Le fotografie di Grondola

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