Nella parte alta della valle, a 800 metri di altitudine, a controllo della strada che da
Filattiera andava nel parmense attraverso il passo del Cirone, si trovano i ruderi di Monte Castello, databili approssimativamente alla metà del VI e la metà del VII secolo. L'insediamento arroccato più antico è costituito dai resti di una robusta cinta, conservata su un lato per una lunghezza di circa 100 metri. È affiancata all'interno dalle fondazioni in pietra di un edificio rettangolare lungo circa trenta metri e largo otto, diviso in tre grandi vani. La superficie utile dell'intera fortificazione è di circa 3500 metri quadrati.
Gli scarsi reperti sono compatibili con il periodo in cui la Liguria era occupata dai bizantini, ma più sicura è la datazione dell'ultimo carbone usato nel focolare interno al casamento che ha indicato un 590 d.C., con l'approssimazione che va dalla metà del VI secolo alla metà del VII. L'abbandono del sito dovette avvenire in seguito alla conquista longobarda del territorio. Non si hanno tracce fino all'età feudale, quando, tra il XI e XIII secolo venne costruita una torre quadrata sul lato del monte che meglio controllava la strada. Da un documento del 1357 si deduce che la torre era già stata abbandonata in quest'epoca, e che la zona era proprietà comune degli abitanti di
Lusignana e la
Rocca Sigillina. La cinta muraria delimitava tutto il margine sud occidentale dell’area. Era costituita da grandi blocchi di pietre, legate da calce e disposte su filari abbastanza regolari.