Comano deve la sua notorietà agli Estensi che lo privilegiarono come loro punto di penetrazione in Lunigiana. Concessa nel 1077 da Arrigo IV, fu da essi ceduta, con altri centri della Lunigiana, ai Malaspina nel 1202, i quali, forti degli appoggi dello stesso Federico Barbarossa, cacciarono nel 1202 i lucchesi e la Signoria dei Dallo. Nel 1275, alla divisione dei Malaspina in diversi rami, toccò in eredità a Gabriello insieme a Fivizzano, da cui dipese giuridicamente e amministrativamente, condividendone le sorti fino all'unità d'Italia. Il
castello è ridotto ad un ammasso di ruderi e solamente la torre ha mantenuto la sua originale struttura. Altro luogo interessante è il paese di Camporaghena. Sono numerose anche le "Maestà", piccole edicole per contenere immagini devozionali. Sono caratteristiche di tutti i sentieri e vie di comunicazione lunigianesi. Rappresentano la sintesi tra devozione cristiana e antiche superstizioni. Dovevano proteggere il viandante dalle influenze negative e dalla paura ma, in una corretta visione cristiana, ricordare anche che lo spazio e il tempo apppartenevano a Dio.