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TerreDiLunigiana - Pagina di inizio. Fotografia:  APT Massa Carrara

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  LA VIA FRANCIGENA

Cartina della Lunigiana Cartina della Lunigiana
La Via Francigena era il percorso religioso e mercantile che dal nord Europa portava a Roma e quindi alla Terrasanta. La sua origine è da far risalire al VI secolo, quando i Longobardi, in lotta con i Bizantini, imposero il proprio dominio a macchia di leopardo sull’Italia. Dalla capitale Pavia, dovevano poter raggiungere gli altri possedimenti al di là della catena appenninica, lontano dagli itinerari controllati dai Bizantini in Romagna e Liguria.
Il percorso scelto fu la strada di Monte Bardone, Mons Langobardorum, che da Fornovo, Berceto e Pontremoli, passava dall’attuale passo della Cisa, per raggiungere l’antico scalo marittimo di Luni, alla foce del fiume Magra e quindi la Tuscia. La zona costiera era infatti troppo pericolosa a causa delle incursioni piratesche e del progressivo impaludamento, nonostante la presenza dell’importante Via Aurelia; mentre la zona lucchese, lungo l’antica Via Cassia si avvicinava troppo ai territori bizantini del Casentino, del Mugello e dell'Umbria.
Con la caduta dei Longobardi e l’ascesa dei Franchi con Carlomagno, il percorso venne ampliato in direzione della Francia, prendendo l’attuale nome di Via Francigena e iniziando ad affermarsi come principale via di comunicazione verso Roma e i luoghi sacri della Cristianità, poi battuto anche da mercanti, eserciti e imperatori.
Il documento più importante pervenutoci è il diario di Sigerico, che nel 990 intraprese il viaggio verso Roma per ricevere il palio che lo avrebbe consacrato arcivescovo di Canterbury. In 79 tappe, Sigerico descrisse i luoghi di passaggio e i luoghi di sosta fino a Roma.
Quando si parla di Via Francigena non si deve pensare ad un’unica strada, ma ad un’area in cui le varianti territoriali venivano usate a seconda dei tipi di traffico, delle vicende politiche e delle situazioni climatiche delle varie zone.
Oltre al percorso segnalato da Sigerico, le tappe vennero indicate anche da Nikulas di Munkhathvera, abate islandese nel 1154 e da Filippo Augusto re di Francia al ritorno dalla terza crociata nel 1191.

 
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