Dell’antico monastero olivetano, adiacente alla chiesa di Nostra Signora delle Grazie, rimane il Refettorio con splendidi affreschi quattrocenteschi del pittore Nicolò Corso. Parte del convento è stata negli anni adibita ad abitazione civile.
La storia del monastero risale ad una donazione di Giovanni da Alessandria di Santa Maria di Lucedio, nella diocesi di Vercelli, che lasciò in eredità agli Olivetani un oratorio e una piccola casa vicino a
Portovenere. Il monastero non venne costruito però fino al XV secolo, quando Papa Eugenio IV concesse agli Olivetani di Quarto, nei pressi di Genova, primo stanziamento dei monaci toscani in Liguria, il Monastero del
Tino e riaffermò la proprietà del piccolo oratorio. Il convento venne costuito su due piani e successivamente ampliato. Nel XVII secolo risultavano quasi trenta locali, oltre alla sacrestia e al coro. Con la Rivoluzione Francese, il monastero divenne in parte una scuola pubblica e più avanti, durante la guerra napoleonica, la difesa del Golfo provocò lo sgombero dei monaci.
Fotografia: Ilpinguino70