Diverse sono le teorie sul toponimo
Lerici. Forse il nome deriva da Portus Illycis, probabilmente legato al greco "Iliakos", da Mons Ilicis, monte dei lecci o da Erice, figlio di Venere e di Nettuno.
Porto di approdo greco e fenicio, Lerici vide insediamenti etruschi e romani, in lotta con i Liguri. La prima menzione scritta di Lerici risale al VIII secolo, quando i pirati saraceni distrussero l’antica chiesa di Santa Marta. Nel 1152 il borgo venne ceduto ai signori di
Vezzano, legati ai vescovi di Luni. Lerici era infatti un’importante porto dove passavano continuamente viandanti, pellegrini e mercanti da o per Roma, il nord Europa e Santiago di Compostela.
Dopo la battaglia del Giglio, nel 1241 Lerici passò a Pisa, che costruì il
castello e fortificò il borgo. Il dominio pisano durò poco e nel 1256 Genova conquistò Lerici. Il borgo non ebbe pace e vide successivamente il dominio francese dal 1396 al 1491, dei Fiorentini, degli Aragonesi e dei Visconti di Milano. Dal 1479, Lerici ritornò sotto la Repubblica di Genova, che portò a termine il castello nelle forme attuali. Nel XVI secolo, Andrea Doria prese a Lerici la decisione di passare dalla Francia alla Spagna, togliendo alla Francia il dominio sul Mediterraneo.
Nel XVII e XVIII secolo Lerici si sviluppò estendendosi oltre le mura, diventando poi nei secoli successivi rinomato luogo di vacanza, frequentato da famosi poeti come Byron e Shelley.
Per approfondire:
L'antico borgo di Barbazzano