ITINERARI E PERCORSI DI FIVIZZANO

La piazza medicea
La piazza medicea

Fivizzano era considerata la Firenze di Lunigiana, sia per essere stato uno dei primi paesi a sottomettersi ai Medici, sia per l’eleganza delle sue architetture. Il Carducci la definì "una perla sperduta tra i monti" e il Granduca di Toscana Leopoldo II la nominò città nobile nel 1849.
Iniziando la visita da Porta Modenese si entra in città da Via Labindo, dal nome del poeta arcadico fivizzanese. Subito ammiriamo begli edifici, il palazzo Chigi Benedetti e il palazzo Fantoni Bononi, sede del museo della Stampa Jacopo da Fivizzano. Proseguendo si arriva nella Piazza Medicea, antico luogo di mercato, con al centro la bella fontana costruita per ordine di Cosimo III, in marmo e pietra serena. È circondata dalla chiesa dei Santi Jacopo e Antonio del XIV secolo e ampliata nel XVI, a tre navate, scandito da colonne in arenaria e con all’interno una bella pila battesimale recante lo stemma dello Spino Fiorito dei Malaspina. Degli edifici che la circondavano, rovinati dal terremoto del 1920, solo palazzo Cojari ha mantenuto la sua struttura originale, mentre sono stati ribassati Palazzo Molari, Palazzo Cargiolli, sede dell’accademia degli Imperfetti, la casa Borni e il Palazzo della Cancelleria Amministrativa. Dirigendosi verso il palazzo comunale, da sempre luogo dove si amministrava la giustizia, si ammirano gli stemmi ancora sopravvissuti al terremoto del 1920 e quindi si incontra l’ex convento degli Agostiniani, oggi struttura ricettiva, costruito da Niccolò Malaspina nel XIV secolo ed espropriato da Leopoldo I nel 1786. Accanto si trova l’oratorio di San Carlo Borromeo o chiesetta delle Carceri, poichè nelle vicinanze si trovava la prigione. Giungendo in fondo al borgo, verso Porta Sarzanese, si esce lungo le mura medicee del 1540, ripercorrendo all’esterno il cammino fino a Porta Modenese, inizio della visita.
Nei pressi di Fivizzano, proseguendo lungo la SS63 del Cerreto, si incontra il suggestivo borgo della Verrucola, sede in agosto del mercato medievale. È dominato dal castello, prima dei Bosi e poi dei marchesi Malaspina della Verrucola, ristrutturato è oggi in ottime condizioni.



La sorpresa di strutture affascinanti, aziende agriturische nascoste in valli verdeggianti, dove spesso accompagnare il riposo a un’ottima cucina.

Per chi preferisce la comodità o per motivi di lavoro, l’hotel resta una delle opzioni principali nel comune di Pontremoli.





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