ITINERARI E PERCORSI DI PONTREMOLI

Pontremoli
Pontremoli

Passeggiare per Pontremoli è come tornare indietro nel tempo, in un passato medievale ben conservato, dove le divisioni tra Guelfi e Ghibellini che separarono la città in due sono ancora evidenti.
Il centro storico, sviluppatosi tra i corsi del fiume Magra e del torrente Verde, è infatti chiamato Sommoborgo nella sua parte superiore e Imoborgo in quella inferiore. Non è casuale che ci siano due piazze, piazza Duomo in alto e piazza della Repubblica in basso, solo unite da una stretto passaggio nei pressi del Campanone, uno dei simboli della città . Qui si alzava la cortina eretta da Castruccio Castracani per dividere le due fazioni pontremolesi. Sulla mura si addossarono case via via nei secoli, mentre delle tre torri sono rimaste appunto il Campanone e il campanile del Duomo verso il Magra, mentre quella verso il Verde venne demolita.
IL SOMMOBORGO Lasciando la macchina nel parcheggio lungo il greto del Verde o verso i Chiosi, l’itinerario comincia dal Sommoborgo entrando da porta San Francesco, alla fine del caratteristico Ponte della Cresa. Si respira subito l’atmosfera medievale, camminando lungo i "surcheti" che portano alla piazza del seicentesco Duomo di Santa Maria, l’edificio religioso più importante, riccamente decorato in stile barocco con numerose tele, affreschi di Francesco Natali, stucchi e altari. Davanti alla chiesa si trova il palazzo vescovile, sede della Diocesi di Pontremoli fino al 1988, quando venne accorpata con Massa Carrara; accanto il Campanone, la torre centrale della cortina di Cacciaguerra, trasformata in campanile nel 1578. Salendo ora verso il borgo del Piagnaro, subito sulla destra si trova la chiesa di San Geminiano, cara ai pontremolesi e rivale della parrocchia della vicina chiesa di San Niccolò nella disfida dei falò , che ogni 17 e 31 gennaio ardono sulle sponde dei due corsi d’acqua. Continuando a salire, si incontrano case in pietra arenaria unite da archi, fino ad arrivare al castello, antica vedetta sulla Via Francigena oggi sede del Museo delle Statue Stele, le misteriose statue antropomorfe che caratterizzano tutta la Lunigiana. d’estate il maniero rivive grazie alla manifestazione Medievalis.
Dopo la visita del castello e del vicino oratorio dedicato a Sant’Ilario, riscendiamo verso la piazza e giriamo a sinistra in direzione di Porta Parma. Lungo questa via si trovano numerosi palazzi di antiche famiglie pontremolesi arricchitesi nel XVI secolo: il palazzo rinascimentale di Sforzino Sforza, palazzo Camisani, palazzo Caimi, palazzo Ricci Armani con la bella facciata rococò , palazzo Zucchi Castellini di gusto neoclassico con affreschi di Nicolò Contestabili. Quasi nel mezzo di quella che era l’antica Via Francigena sorge la chiesa di San Niccolò , cambiata di orientamento nel XVII secolo, con il caratteristico Cristo Nero e la tela del Transito di Francesco Saverio di Giuseppe Bottani. Continuando verso nord, alla fine del nostro percorso, eccoci a Porta Parma, porta monumentale risalente nelle sue forme attuali al XVIII secolo, quando venne modificata da Filippo III.
L’iMOBORGO Entrando nel centro storico dal bel ponte della Cresa, una volta passta la piazza del Duomo, ecco la piazza di Sotto o della Repubblica, di forma rettangolare e coronata da numerosi palazzi signorili: il Palazzo Comunale, con la sala di rappresentanza dove spicca la Crocifissione con San Geminiano e nei cui sotterranei sono stati riaperti i caratteristici fondi, Palazzo Bocconi, Palazzo Pavesi, il più grande di Pontremoli, progettato da Giovanni Battista Natali, il palazzo del Tribunale. Proseguendo per Via Ricci Armani, ecco il palazzo Dosi-Magnavacca, affrescato dal Contestabili e dal Natali, la casa torre Trincadini, Palazzo Noceti e Palazzo Malaspina.
Prima di addentrarci nel cuore dell’imoborgo, possiamo girare a destra lungo il ponte sul Verde per visitare la vicina chiesa di San Francesco con il convento sede del Seminario Vescovile. Il bellissimo edificio è ornato dal pronao del Natali e dal campanile trecentesco. Si tratta della chiesa delle famiglie più importanti di Pontremoli, che qui venivano sepolte.
Tornando sui nostri passi e godendo di una bella vista del borgo allungato lungo il fiume, eccoci nell’imoborgo in Via Cavour, stretta via lastricata che porta fino alla suggestiva torre dei Seratti o del Casotto, che insieme al vicino ponte di San Francesco di Sotto appaiono nello stemma della città . Appena prima si trova il ponte Cesare Battisti che immette nella parte più meridionale del centro storico attraverso l’imponente torre di Castelnuovo. Accanto si trova una delle più belle chiese pontremolesi, il settecentesco oratorio di Nostra Donna, progettato da Giovan Battista Natali, trionfo del Barocco pontremolese per le quadrature, gli affreschi e gli altari.
Qua vicino si trova anche il Teatro dell’accademia della Rosa, costruito nel XVIII secolo, il più antico della provincia. Proseguendo ora verso l’antico tracciato della Via Francigena, troviamo quasi seminascoste tra le case la Chiesa di Santa Cristina, Palazzo Petrucci, Palazzo Negri, Palazzo Damiani, Palazzo Malaspina, la chiesa di San Giacomo del Campo, la chiesa di San Giacomo d’Altopascio e infine la chiesa di San Pietro: un museo a cielo aperto. Nei pressi di Pietro si trovava la porta de Monasterio. La chiesa venne infatti ricostruita ex novo dopo i bombardamenti del 1944 dove si trovava la residenza estiva del vescovo di Brugnato e conserva ancora una lastra in arenaria rappresentante il labirinto e due cavalieri, simbolo testimonianza del passaggio dei pellegrini.



La sorpresa di strutture affascinanti, aziende agriturische nascoste in valli verdeggianti, dove spesso accompagnare il riposo a un’ottima cucina.

Per chi preferisce la comodità o per motivi di lavoro, l’hotel resta una delle opzioni principali nel comune di Pontremoli.





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