I MALASPINA

Malaspina dello Spino Fiorito
Stemma Malaspina

I Malaspina furono una importante famiglia feudale italiana, erede insieme ad altre famiglie, prima dell’anno 1000, degli Obertenghi in Toscana. Tra il 950 e il 951 Berengario II, re d’Italia, costituì le tre marche di Torino, della Liguria occidentale e della Liguria orientale, quest’ultima concessa a Oberto, conte di Luni. Da Oberto I discesero diversi rami nobiliari: i d’este, i Pallavicino, i Cavalcabò di Cremona, i principi di Brunswick e di Hannover ed i Malaspina. Capostipite della famiglia fu il marchese Alberto, che stabilì nell’XI secolo la propria influenza su Luni, Genova, Tortona, Bobbio, Pavia, Piacenza, Parma, Cremona. Con lo sviluppo dei comuni, il territorio dei Malaspina si ridusse alle alte valli dell’appennino, dove posero le basi di un organismo politico territoriale ricco di castelli e fortezze. Obizzo I il grande, figlio di Alberto fu un abile politico. Fu in soccorso dell’imperatore Federico Barbarossa in fuga da Roma, evitandogli un agguato a Pontremoli nel 1167. Dopo un periodo di aspre lotte con vescovi–conti di Luni per la riconquista del territorio familiare, si giunse, nel 1202, alla pace di Aulla, che determinò il potere territoriale dei Malaspina in Lunigiana. Obizzo I ebbe tre figli, Moroello, Obizzo II e Alberto. Moroello ebbe quattro figli, tra cui Guglielmo, padre di Opizzino, poi capostipite dello Spino Fiorito, Obizzo II ebbe due figli, tra cui Corrado l’Antico, capostipite dello Spino Secco. Nel 1221 il grande feudo fu diviso fra Corrado l’antico, ricordato da Dante nel purgatorio, che si impossessò dei feudo sulla parte destra del fiume Magra, con capitale Mulazzo e il suo biscugino Opizzino, a capo dei domini a sinistra del fiume, con capitale Filattiera. Corrado mantenne lo stemma dello spino secco, nero in campo d’oro, mentre Opizzino adottò lo spino fiorito, verde con fiori bianchi. Il feudo iniziò poi a disgregarsi nel 1275 con le divisioni tra i vari discendenti e le varie linee di Filattiera, Treschietto, Bagnone, Malgrate, Villafranca, Gragnola, Fosdinovo. Dopo aver partecipato alle lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, la calata in Italia dell’imperitarore Arrigo VII li vide divisi. Nel 1306, la pace di Caselnuovo, contrattata per i Malaspina da Dante, sancì quasi tutte le loro riconquiste del XIII secolo. Più avanti, Spinetta il Grande, del ramo dello Spino Fiorito, venne quasi completamente assoggettato dal lucchese Castruccio Castracani, ma la morte di quest’ultimo gli permise di riprendere i suoi territori e di espandersi nella Garfagnana, nella Lunigiana orientale ed in quella meridionale fino a Sarzana (1334-1345). Tra il XV e il XVI secolo i genovesi sottrassero ai Malaspina gran parte dei loro territori, mentre i fiorentini, col favore delle popolazioni, che molte volte si davano voluntariamente ai Medici, si impossessarono di vaste zone appartenenti allo Spino Fiorito. I feudi superstiti rimasero in vita, sotto la diretta sovranità dell’impero, fino all’ arrivo di Napoleone e l’abolizione del feudalesimo.

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