La Via Francigena in Lunigiana
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  LA VIA FRANCIGENA IN LUNIGIANA

La pieve di Sorano La pieve di Sorano
L’antico itinerario dell’arcivescovo di Canterbury Sigerico segnalava sei fermate in Lunigiana e tre tappe: Sce Benedicte, Puntremel, Aguilla, Sce Stephane, Burgus Mariae e Luna: l’ospedale di San Benedetto a Montelungo, Pontremoli, Aulla, Santo Stefano Magra, Sarzana e Luni.
Dal valico longobardo di Monte Bardone, nei pressi dell’attuale passo della Cisa, il tracciato che arrivava da Berceto passava da Montelungo, dove si trovava l’ospedale di San Benedetto e cominciava a scendere verso Pontremoli lungo la Valdantena, toccando Groppoli e Cargalla per poi giungere a Migegno ed entrare a Pontremoli da Porta Parma. La città, oltre ad essere un fiorente mercato, era centro di numerosi ospedali per pellegrini e viandanti. Nella chiesa di San Pietro inoltre, all'uscita della città, si trovava il labirinto, conservato ancora oggi, simbolo dei pellegrinaggi diretti in Terra Santa. L’importanza di Pontremoli era legata anche alle vie che da Parma e Piacenza entravano in Lunigiana dai passi del Borgallo e del Brattello, controllati dalla torre del castello di Grondola, che si collegavano al percorso principale proprio nella città, oppure continuando per Vignola, seguivano la variante lungo la riva destra del Magra fino a Lusuolo, dove si guadava il fiume all’altezza della chiesa di Santa Maria di Groppofosco.
Usciti dal borgo dell’Annunziata, lungo l’attuale statale della Cisa, la strada proseguiva per Ponticello, con le sue case torri e arrivava alla millenaria pieve di Sorano di Filattiera, che conteneva una lapide del vescovo o gastaldo longobardo, Leodgar, oggi conservata nella chiesa di San Giorgio nella parte alta del paese. Il pellegrino poteva trovare ristoro nell’ospedale di San Giacomo d’Altopascio, nella parte alta di Filattiera.
La Via Francigena continuava quindi per Villafranca, conosciuta per i pedaggi del castello di Malnido e per le incursioni dei briganti, molte volte al soldo degli stessi marchesi. Proseguendo per Fornoli, i pellegrini che arrivavano dalla sponda destra del Magra, guadavano il fiume e potevano trovare ricovero nella chiesa e nell’ospedale di Santa Maria di Groppofosco. Subito dopo, a Terrarossa, l’antica rubra bizantina, iniziava la strada verso il passo del Lagastrello e il parmense, attraverso i castelli di Monti, Bastia, Licciana Nardi e l’abbazia di Linari. La Via Francigena giungeva quindi ad Aulla, dove convergevano le strade provenienti da e per il passo dell’Ospedalaccio e di Tea, nei pressi degli odierni passi del Cerreto e dei Carpinelli, verso Reggio Emilia e Lucca, lungo la Via del Volto del Santo, che toccava Codiponte, Casola in Lunigiana e Offiano.

La storia della Via Francigena: da Aulla a Sarzana

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