GROPPOLI - GAVEDO

Villa Brignole-Sale
Villa Brignole-Sale

Posto sulla sponda destra del fiume Magra, il territorio di Groppoli comprende numerose località come Gavedo, l’abitato principale con il castello e la Villa Brignole Sale, Serla, Vignabella, Cravilla, Stallone e Talavorno. Si estende dai rilievi appenninici fino al Magra ed è compreso tra i torrenti Mangiola e Geriola.
Il feudo nacque dallo smembramento di quello di Mulazzo alla fine del XV secolo. Propietà di Azzone Malaspina, deceduto senza eredi maschi, il marchesato passò al genero conte Landi di Piacenza, marito della figlia Briseide, che nel 1549 lo vendette al Granduca Cosimo de' Medici. Dopo una disputa legale, tornò nelle mani dei Malaspina e dopo varie vicissitudini tornò nel 1577 al Graduca Francesco I rimanendo così in orbita medicea. Nel 1592 Fernando de Medici, nuovo Granduca, vendette il feudo al ricco banchiere genovese Giulio Sale insieme al titolo di marchese, che nel 1606 morì senza eredi maschi, passando al primogenito della figlia Girolama, sposata a Giovan Francesco Brignole: Antonio Giulio Brignole Sale. Il feudo rimase alla famiglia Brignole Sale fino al 1807 quando le leggi napoleoniche soppressero i feudi.
La località principale Gavedo si trova sul terrazzo naturale alle pendici del monte La Nuda, a poco più di 2 km da Mulazzo. È dominato dal castello di origine medievale, con un’imponente struttura a pianta quadrangolare e dalla seicentesca villa Brignole-Sale, poi ristrutturata nel XVIII secolo, come la prospicente chiesa dei Santi Lorenzo e Donnino da Matteo Vinzoni.
Un quadro della veduta del feudo di Groppoli di Carlo Antonio Tavella è conservata nel museo di Palazzo Rosso di Genova.
In località Talavorno si trovano i pochi resti dal convento di San Benedetto, menzionato per la prima volta in un diploma del 1014. L’impianto conventuale e l’ospedale che vi era annesso nel Medioevo sono utilizzati attualmente come casa colonica, mentre la cappella è ridotta ad un rudere.
Nelle vicinanze, in località Stallone, in pochi anni, a partire dall’anno 2000, vennero alla luce undici statue stele, le prime due in modo casuale, durante lavori eseguiti dall'Enel, rendendola una delle zone più importanti nel ritrovamento di statute stele, paragonabile a Pontevecchio, Minucciano e Sorano. Dopo questo ritrovamento, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana condusse campagne di scavo che hanno portato al ritrovamento degli altri reperti. Visto la disposizione, è probabile che le statue formassero un allineamento.
Tra queste, la Groppoli III misura un metro e 20 cm in altezza e 50 cm in larghezza alla base. La presenza di un pugnale e di un’ascia sul petto indica una figura maschile, probabilmente appartenente al gruppo B e risalente al II millennio a.C.; mentre la Groppoli XI, venuta alla luce nell’area suddetta dell’antico oratorio di San Benedetto è una statua femminile acefala, con i seni e le mani consumate. Il ritrovamento più importante avvenne del 2005, con 4 statue stele integre.

Curiosità:
- Distanza dal capoluogo (Mulazzo): 1,77 km
- Altezza sul livello del mare: 363 metri
- Numero di residenti: 46

Per approfondire:







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