L’eCONOMIA E l’aRCHEOLOGIA INDUSTRIALE

La piazza medicea
La piazza medicea

Sin dall’epoca preistorica, le attività umane per la propria sussistenza hanno lasciato segni evidenti nel territorio. Ad Equi Terme, l’uomo di Neanderthal battè questa zona per la presenza dei grandi animali che gli procuravano cibo, poi anche i pastori eneolitici, con i loro strumenti, alcuni dei qualo si trovano nell’Archeoparco delle grotte.
A Gragnola invece, ai tempi dei Bianchi di Erberia, vigeva il sistema economico curtense. La feudalità imponeva al contadino di lavorare la terra del padrone pagandogli parte del raccolto e della produzione. Nel borgo invece, la febbrile attività mercantile percorreva le strette vie e le botteghe.
Ma uno dei più importanti mercati era proprio Fivizzano, nata lungo la strada che portava dal mare a Lucca, Modena e Reggio Emilia. La piazza medicea, con i suoi portali a bottega, ospitava affollati mercati dove non solo c’erano contadini e artigiani, ma notai, i fornitori di credito e speziali. Nel 1471 Jacopo da Fivizzano stampò i primi libri in Italia.
Più vicini ai nostri giorni, nel territorio di Monzone l’industria del marmo ha lasciato il proprio segno con cave, sistemi di trasporto e i resti della teleferica del Balzone, la più grande al mondo. Tutto ciò è documentato nel Museo del Lavoro nella Valle del Lucido, allestito nella Stazione FFSS del paese.

Per approfondire:
L’ecomuseo della Montagna lunigianese