IL CASTELLO DI ARCOLA

Arcola
Arcola

Dell’antico castello di Arcola, Castrum Arcolae, probabilmente risalente all'XI secolo, rimangono oggi la torre pentagonale, parte principale del dongione, alta 25 metri e il corpo centrale, attuale sede del comune di Arcola. Citato per la prima volta in un documento del 1128, il castello fu possedimento della famiglia degli Obertenghi del ramo dei marchesi di Massa e Corsica, dei Vescovi di Luni e quindi dei Malaspina dal 1231. Dopo il dominio di diverse famiglie locali, nel 1278 il castello soffrì l'assedio dal Capitano Oberto Doria, con il suo luogotenente Bartolomeo di Negro, provocando lo stesso anno la vendita del castello alla Repubblica Genovese, che qui insediarono una Podesteria, distruggendo buona parte della fortificazione. Conquistato nel 1320 dal lucchese Castruccio Castracani, nell'auge della sua espansione in Lunigiana, passò il secolo dopo, nel 1430, a Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, grazie alla conquista del condottiero perugino Nicolò Piccinino. Nel 1436 Genova riconquistò il castello, di cui seguì le sorti fino all'arrivo della dominazione napoleonica. Nel 1799, subì gli scontri tra gli eserciti franco-genovesi e austro-russi che provocarono, tra le altre devastazioni causate dai bombardamenti di due granate, anche un gravoso danneggiamento del castello e della torre.
Quasi un secolo dopo, nel 1884, in base al progetto dell'ingegnere Domenico Canini, il castello venne restaurato in stile duecentesco ad uso di palazzo comunale, mentre poco dopo fu la volta della torre pentagonale, ristrutturata conservando l'aspetto medievale dall’architetto Alfredo D'Andrade.

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