VILLAFRANCA IN LUNIGIANA

Il borgo antico di Villafranca
Il borgo antico di Villafranca

Il comune di Villafranca in Lunigiana si estende quasi interamente nel fondovalle sulla sinistra del fiume Magra, confinando con Mulazzo oltre il corso d'acqua e racchiuso tra i comuni di Filattiera, Bagnone, Licciana Nardi e Aulla. Il borgo storico è posto lungo la strada statale della Cisa, alla confluenza con il torrente Bagnone. Come per altri toponimi in Italia e in Europa, venne così chiamata per le particolari esenzioni fiscali di cui godette al momento della fondazione. La sua origine è da far risalire intorno all’ XI secolo, come centro posto lungo la Via Francigena, che acquisì importanza con i secoli, diventando uno dei più significativi feudi dei Malaspina. Nel 1221, il borgo con il castello di Malnido passò a far parte dei Malaspina dello Spino Secco, con a capo Mulazzo. Nel 1266 divenne feudo indipendente, rimanendo tale quasi ininterrottamente fino all'arrivo di Napoleone. La sua importanza è anche testimoniata anche dal fatto che il marchese Corrado il Giovane venisse citato da Dante nel Purgatorio della Divina Commedia e da Boccaccio in una delle novelle del Decamerone.
Per distinguersi dalle numerose località omonime, nel 1863 prese aggiunse il termine "in Lunigiana". Durante la seconda guerra mondiale, la sua posizione chiave per i suoi collegamenti ferroviari, provocarono la quasi distruzione del castello e della vicina chiesa di San Nicolò.
Qui si trova il nucleo storico di Villafranca, dalla confluenza del Magra con il Bagnone fino ai ruderi del castello lungo Via Borgo. Una visita porta dal ponte sul Bagnone, nei pressi nella piazza del comune, ricalcando la Via Francigena e incontrando il Museo Etnografico della Lunigiana, all’interno di un antico mulino quattrocentesco ristrutturato, dove sono esposti utensili e attrezzi della tradizione contadina e artigianale della zona. Poco oltre si alza la chiesa parrocchiale di San Giovanni, stretta tra le case in pietra che guidano verso il castello di Malnido e l’antica chiesa di San Nicolò , di cui rimane solo il campanile, oggi accanto a una statua di Dante e nei pressi del quale si accende il tradizionale falò ogni 5 dicembre.
Lontano si trovava allora il convento francescano, oggi sede del Liceo Da Vinci, di cui rimangono la chiesa di San Francesco del secolo XVI e il bel chiostro, raggiungibile con una breve passeggiata verso la stazione dei treni.
Il resto del territorio è ricco di storia, soprattutto nelle frazioni di Filetto, Malgrate e Virgoletta. La prima borgo murato di fondovalle a pianta quadrilatera, con quattro torri angolari di pianta circolare e due porte monumentali, sede ogni agosto della suggestiva rievocazione storica del Mercato Medievale di Filetto e della tradizionale fiera di San Genesio il 25 agosto. A Malgrate si può visitare il castello, in ottime condizioni, e la casa di Antonio da Faye, cronista del Quattrocento. Virgoletta invece ospita uno dei più bei borghi della Lunigiana, dominato dal castello malaspiniano.
Infine, percorrendo la statale della Cisa in direzione di Aulla troviamo la Chiesaccia o chiesa di Santa Maria Assunta, fondata intorno al XII secolo, e quanto resta dell’antico ospedale, nel punto in cui i pellegrini e viandanti potevano guadare con meno problemi il corso del fiume lungo la Via Francigena.

Come arrivare




Da non perdere a Villafranca in Lunigiana





Assolutamente tutto su Villafranca in Lunigiana







Il borgo vecchio si sviluppò attorno al castello di Malnido, oggi rudere. Nei dintorni, Filetto, Malgrate e Virgoletta sono borghi visitare con calma.

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Tradizioni gastronomiche e storiche si incontrano nelle sagre organizzate soprattutto nel periodo estivo, tra cui la rievocazione del Mercato Medievale di Filetto.

Suggerimenti di itinerari e percorsi su cosa visitare nel comune di Villafranca, in città , nei dintorni e lungo i sentieri trekking e i torrenti balneabili.

Attraversata dalla Via Francigena, il borgo sorse con speciali esenzioni economiche, che poi sparirono con l’inizio del feudalesimo. Fece parte del ramo dello Spino Secco di Mulazzo e poi feudo indipendente.



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