I PALAZZI PONTREMOLESI

La città di Pontremoli La città di Pontremoli

Pontremoli è città di palazzi nobiliari, costruiti principalmente in epoca granducale e barocca risalenti al XVII e XVIII secolo, grazie alla ricchezza di diverse famiglie nell’ambito dei commerci di beni e mercanzie, dovuta al mantenimento della zona franca da parte del Granducato di Toscana.

La loro struttura ripete normalmente uno schema preciso, con un accesso pubblico sulla strada principale e uno riservato sul fiume (collegati da cortili voltati), e con tre piani, dove al piano terra si trovavano le botteghe, nel piano nobile i signori e gli appartamenti di rappresentanza, al terzo piano la servitù. In molti palazzi sono ancora visibili, inoltre, i locali sotterranei dedicati alla conservazione delle merci e alle stalle per muli e cavalli di passaggio lungo la via della Cisa.

Partendo da nord, da porta Parma, troviamo accanto alla chiesa di San Nicolò il Palazzo di Sforzino Sforza, antico signore di Pontremoli, edificio rinascimentale con facciata a bugnato liscio e portale decorato da colonne, un architrave decorato ad ovuli e grandi finestre ad arco. Dirigendosi verso piazza Duomo, si trovano i palazzi Camisani, Caimi, Zucchi Castellini, del XVIII secolo, caratterizzato da una facciata neoclassica, affreschi di Nicolò Contestabili e stucchi della bottega dei Portugalli; Palazzo Ricci Armani, con la bella facciata rococò dove spicca la lapide con la scritta 1781 e il motto della famiglia: "Aedifica quasi semper victurus vive quasi statim moriturus"; casa Necchi, una volta sede dell’albergo del Pavone, con facciata neoclassica dove alloggiarono più volte Maria Luigia e Carlo III di Borbone. Arrivati in Piazza Duomo, si trovano il Palazzo Vescovile, di fronte al Duomo, con facciata neoclassica e scala a doppia rampa, oggi sede del Museo Diocesano, e Palazzo Maracchi con facciata decorata da un mascherone e un putto. In piazza della Repubblica si affacciano invece il Palazzo Comunale a est, caratterizzato da un loggiato e un cortile interno, oltre alla sala di rappresentanza dove spicca la tela della Crocifissione con San Geminiano, dove venne ospitato anche Papa Paolo III; il palazzo del Tribunale a ovest, sormontato dallo stemma dei Lorena; l’imponente Palazzo Pavesi nell’angolo di sud-ovest, oggi sede della Cassa di Risparmio della Spezia e della Cassa di Risparmio di Carrara, la dimora signorile più grande di Pontremoli (L’unico palazzo con 3 facciate e con più di cento stanze), progettato da Giovan Battista Natali tra il 1734 e il 1745; Palazzo Bocconi, detto Cà di Piazza, edificato dai Venturini nel XVII secolo sui resti dell’antica chiesa di San Giovanni, caratterizzato da un cortile interno e giardino verso il torrente Verde dove si trova una statua stele del gruppo C, detta appunto Bocconi.

Scendendo poi verso via Ricci Armani, spicca Palazzo Dosi Magnavacca, progettato anch’esso dal Natali nel 1743, dove nel salone principale si trova affrescato il "Trionfo dei Dosi". Da segnalare in questa via anche la casa-torre Trincadini.

Superate le Quattro Strade si entra in via Cavour, un succedersi di palazzi nobiliari fino alla torre dei Seratti: Palazzo Malaspina, con la facciata barocca e un portale con doppia cornice decorato da un facion; il quattrocentesco Palazzo Noceti a fianco; Palazzo Bologna Cavalli di fronte, in stile barocco con grande portale decorato con anfore e conchiglie; Palazzo Pizzati, alla fine di Via Cavour, costruito nel XVIII secolo.

Girando a destra verso il Ponte del Giubileo, si alza l’imponente mole della torre di Castelnuovo, accanto all’oratorio di Nostra Donna. Qui comincia Via Mazzini, dove si susseguono fino alla chiesa di San Pietro altri importanti palazzi, posti sempre lungo la Via Francigena: Palazzo Parassacchi; Palazzo Petrucci, del XVIII secolo, con alcune statue michelangiolesche in facciata e all’interno da affreschi di Francesco e Giovan Battista Natali; Palazzo Buglia, in stile barocchetto e Palazzo Curini Galletti sull’altro lato; Palazzo Negri, sempre progettato da Giovan Battista Natali con giardino all’italiana verso il fiume Magra; Palazzo Maracchi, con portale con volute; Palazzo Zucchi in stile seicentesco; Palazzo Damiani, del XVIII secolo, caratterizzato dai mascheroni posti sopra le finestre e dagli affreschi de "La favola di Niobe" e "Aurora" di Niccolò Contestabili; Palazzo Malaspina, in stile neoclassico, costruito per volere di Luigi Malaspina, ultimo marchese di Mulazzo e decorato da stucchi di P. Portugalli, oggi Biblioteca Comunale, con una scritta in facciata recate la scritta: "Non dir di me se di te non sai, pensa di te che di me dirai" e la data 1707.



Per approfondire:
Cosa vedere a Pontremoli