I CANI A VINCA

Il borgo di Vinca
Il borgo di Vinca

Le pecore erano il sostento principale di Vinca, sempre minacciate dai lupi che scendevano dai monti per fare razzia. Per questo i cani erano letteralmente adorati, serviti e riveriti.
Raccontano che un pastore avesse lasciato il suo gregge alle capanne del Giovo e tornato due giorni dopo, solo vi avesse ritrovato il cane da guardia. Questi, gli andò incontro festoso, come dicendo che aveva seppellito il lupo che aveva ucciso le pecore. Il pastore non lo crebbe e ammazzò il cane, ma vedendo la terra smossa, si rese conto del grave errore e corse al paese piangendo.
Tutti gli abitanti vollero allora ricordare la fedeltà del cane con una festa annua.
Gli altri animali erano considerati inferiori, creature del demonio ed era proibito passare con loro per alcune strade, non per la paura che potessero danneggiare i sentieri, ma per rispetto alle credenze religiose. Una di queste era la strada dell’attuale chiesa di Sant’Andrea. Un giorno un tale provò a rompere il divieto, ma fu fermato e dovette prestar la guancia destra a tanti schiaffi quanti furono i fedeli accorsi a riparare l’offesa.

Per approfondire:
Storie e leggende di Fivizzano
Le leggende della Lunigiana
Vinca