IL CASTELLO DI GIOVAGALLO

Il castello di Giovagallo Ruderi del castello di Giovagallo


Aggiornato: 20 aprile 2021

Tempo di lettura: 2 minuti.

Indice delle informazioni sul castello di Giovagallo:

- Descrizione
- Come arrivare
- Fotografie
- Video
- Gli altri castelli della zona

Aggiornamento visite 2021 al castello di Giovagallo
Il castello di Giovagallo è ridotto a rudere, è visitabile facendo molta attenzione per la precarietà della struttura.

IL CASTELLO DI GIOVAGALLO
Il castello di Giovagallo venne costruito dopo il 1266, quando il paese divenne feudo indipendente con Manfredo Malaspina, includendo anche le terre di Bola e Novegigola.

Su un colle isolato sulla destra del torrente Penolo, in località chiamata Castellaccio, fu eretta una fortificazione a dominio dei traffici verso la Val di Vara, lontano dalle abitazioni del borgo. Oggi ridotto a rudere, le rovine del castello sono raggiungibili attraverso un sentiero nei pressi di Tavella. Nel punto più alto del colle, rimane traccia della parte basamentale di un primo edificio di forma rettangolare, della grande torre, sempre a pianta rettangolare, di una cortina muraria e di numerose tracce di fondamenta di case.

Qua aleggia il fascino dei personaggi resi celebri dai ricordi di Dante nella Divina Commedia: Alagia Fieschi, moglie di Moroello Malaspina (figlio di Manfredo) notabile guelfo, che secondo la leggenda lo avrebbe convinto a completare il poema; Manfredi, figlio di Corrado l’Antico; lo stesso Dante probabilmente, ospitato da Alagia.
Moroello aveva guidato le truppe dei Guelfi Neri di Lucca nel 1302 contro i Bianchi di Pistoia nella decisiva battaglia di Campo Piceno che provocò il crollo del partito Bianco a Firenze. Dante dedicò a Moroello questi versi nella Commedia, attraverso Vanni Fucci, nel Canto XXIV dell'Inferno:

Apri gli orecchi al mio annunzio, e odi.
Pistoia in pria di Neri si dimagra,
poi Fiorenza rinnova genti e modi.
Tragge Marte vapor di Val di Magra
ch'e di torbidi nuvoli involuto;
e con tempesta impetuosa ed agra
sopra Campo Picen fia combattuto;
ond'ei repente spezzerà la nebbia,
si ch'ogni Bianco ne sarà feruto.
E detto l'ho, perché doler ti debba!


Mentre nel canto XIX del Purgatorio, Dante cita Alagia Fieschi:

Nepote ho io di là c'ha nome Alagia,
buona da sè, pur che la nostra casa
non faccia lei per esempio malvagia;
e questa sola di là m'è rimasa.


Il feudo di Giovagallo non avrà lunga vita. A Moroello succede nel 1314 il figlio Manfredi e nel 1349 il di lui figlio Moroello II nel 1349. Il giovane erede Giovanni morì presto, lasciando il feudo ai marchesi Malaspina di Villafranca. Lontano dal borgo e da terre coltivate, non più necessario per la difesa del feudo, il castello venne abbandonato.

Come arrivare al castello di Giovagallo




Le fotografie del castello di Giovagallo



I video del castello di Giovagallo


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