STORIA DI FOSDINOVO

Stemma Malaspina nella facciata dell’oratorio dei Bianchi
Stemma Malaspina nella facciata dell’oratorio dei Bianchi Posto tra l’antica città di Luni e la vallata della Lunigiana, Fosdinovo si legò alla dinastia Malaspina dopo scontri con i Vescovi di Luni. Fosdinovo è citato per la prima volta in antichi documenti con il nome di "Faldenova", poi "Faucenuova" e per ultimo "Fosdenova", probabilmente per il fosso scavato a difesa delle fortificazioni castellane oppure per la sua posizione di "foce" tra Luni e la Lunigiana. In seguito alla pace di Castelnuovo del 1306, i Vescovi furono costretti a lasciare Fosdinovo che passò prima a Castruccio Castracani e poi alla famiglia Malaspina. Con Spinetta inizia un lungo periodo, durato quasi cinque secoli, di dominazione malaspiniana che portò alla ricostruzione del castello. Nel 1666, Fosdinovo ricevette il riconoscimento da parte dell’autorità imperiale del diritto di coniare le proprie monete, privilegio concesso in Lunigiana solo alla città di Massa e al comune di Tresana. Fino alla rivoluzione francese i Malaspina mantennero il potere sul feudo, che assunse un ruolo principale nella dinastia dello "Spino Fiorito" sostituendo i Malaspina della Verrucola. Dopo il Congresso di Vienna, Fosdinovo venne annesso ai domini degli Estensi. Il comune divenne capoluogo della Lunigiana estense. Nella seconda metà del XIX secolo i territori dei signori di Ferrara aderirono al Regno d’Italia.

Per approfondire:
Storia, tradizioni e leggende di Fosdinovo

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