Bigliolo si trova sulla riva sinistra del torrente Taverone, nel fondo di quello che fu un grande lago ricco di resti fossili noto con il nome di Bacino di
Olivola. Le prime notizie del paese risalgono al 1181, quando Ranieri e Guido di Ugo de Biliaulo fecero un atto di donazione al monastero di
Monte dei BianchiMonte dei Bianchi. Bigliolo e il suo castello seguirono poi il destino della grande maggioranza del resto della Lunigiana. Fu possessione dei Malaspina, seguendo le sorti del
castello di Olivola fino al 1413, quando la dinastia di questo feudo si estinse. Venne quindi annesso al feudo del
Castel dell'Aquila di Gragnola. Il ramo di Gragnola si estinse però nel 1466 e Bigliolo passò al feudo di
Fosdinovo fino al 1510, quando si ricostituì la nuova dinastia dei marchesi di Olivola sotto la guida di Lazzaro, che durò fino al 1797, con la soppressione del feudalesimo.
Il castello di Bigliolo, di cui oggi rimangono la cinta muraria con le torri, completamente avvolte dalla vegetazione, entrò in decadenza perchè non aveva più le caratteristiche difensive adeguate ai tempi. Inoltre, venne assaltato da Giovanni delle Bande Nere nel suo tentativo di conquista della Lunigiana all’inizio del 1500.
In paese sono numerose le immagini sacre di marmo, le maestà dei secoli XVII-XIX poste a protezione della case e delle strade. Bigliolo è anche famoso per una specialità gastronomica, il
fagiolo di Bigliolo, grazie al clima, al terreno fertile e alla qualità dell'acqua dei torrenti.