IL MONASTERO DI SAN VENERIO DEL TINO
I resti del monastero del Tino
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Indice delle informazioni sui resti monastici del Tino:
- Descrizione
- Come arrivare
- Fotografie
- Video
- Le isole di Portovenere
I RESTI
Sull’isola del Tino si trovano ancora i resti di un monastero benedettino della seconda metà dell’XI secolo. Secondo i testi storici, verso il 1050 esisteva sull’isola una chiesa dedicata a Santa Maria e San Venerio. Secondo la tradizione, nel 1054, il prete Pietro fondò il monastero, nei pressi della chiesa, sulla primitiva tomba di Venerio.
Nel 1133, dopo la conquista genovese di Portovenere, il monastero del Tino passò agli ordini dell’arcivescovo di Genova. Nel 1235, papa Gregorio IX, venuto a sapere di comportamenti dissoluti dei monaci, inviò una commissione di religiosi che cacciò numerosi prelati, ma non migliorò la situazione economica dell’abbazia. Nel 1240 tornò in mano dei Benedettini, risolevvandosi per breve tempo dalle prorpie miserie. Nel XIV secolo infatti, le guerre tra guelfi e ghibellini genovesi, ormai padroni di tutto il golfo della Spezia, portarono alla decandenza del monastero e verso il 1371 si trovava quasi spopolato.
L’abbazia ebbe un momento di rinascita nel XV secolo con papa Eugenio IV, che lo affidò nel 1432 al nuovo ordine monastico degli Olivetani, nato proprio dai Benedettini, insieme ad un oratorio fondato da Giovanni di Alessandria, su cui sarebbe poi nato il nuovo monastero sulla terra ferma. Quattro anni più tardi i monaci si insediarono sull’isola del Tino, trovando un’abbazia in rovina. Vista la difficile situazione, alla fine del XV secolo decisero trasferirsi nei pressi dell’oratorio a Le Grazie e costruire lì un nuovo monastero.
I resti che rimangono sull’isola sembrano indicare che l’edificio dovesse avere varie campate unite da archi trasversali e copertura a crociere. All’esterno, sulla facciata si apre la porta del XII secolo, ricavata in un muro addossato alla chiesa primitiva. Fotografie anteriori alla prima guerra mondiale confermano che la chiesa e l’edifico conventuale erano uniti sul lato interno da muri continui, con uscita attraverso la galleria del chiostro. La parte occidentale si è conservata in buone condizioni, con due arcate ancora integre, affacciate sul cortile con archi a tutto sesto a doppia ghiera. La decorazione architettonica è costituita da archetti romanici pensili con mensoline aggettanti. L’unico capitello che ancora si trova sull’isola risale alla fine dell’XI secolo e rappresenta un leoncino con la coda attorcigliata fra le zampe ed il corpo.
La parte conventuale e tutta l’isola sono zona militare, ma è possibile visitarla ogni 13 settembre, giorno del patrono San Venerio, o con escursioni organizzate dal Parco di Portovenere.
Come arrivare all'isola del Tino
Le fotografie del monastero di San Venerio del Tino











